Lo Sharingan viene dal mito: la verità sul Kojiki che cambia tutto ciò che sai su Naruto

Ammettiamolo: tutti abbiamo guardato Naruto almeno una volta, incollati allo schermo durante le battaglie con lo Sharingan attivato, convinti che fosse solo una figata visiva inventata di sana pianta. La verità è un’altra. Masashi Kishimoto ha costruito uno degli universi narrativi più densi della storia del manga, attingendo direttamente dalla mitologia shintoista giapponese. E quando si scopre quanto profondo vada questo legame, tutto quello che pensavi di sapere su Naruto cambia prospettiva.

Il Kojiki e le origini mitologiche dello Sharingan

Per capire lo Sharingan davvero, bisogna fare un passo indietro e tuffarsi nel Kojiki, il testo sacro più antico del Giappone, risalente al 712 d.C., che raccoglie i miti della creazione secondo la tradizione shintoista. Qui vivono Izanagi e Izanami, la coppia divina che ha dato forma al mondo. La loro storia, però, non è affatto a lieto fine. Izanami muore dando alla luce Kagutsuchi, il dio del fuoco. Izanagi, distrutto dal dolore, scende negli inferi — il Yomi — per riportarla indietro. Quando la trova, la vede in decomposizione, irriconoscibile. Sopraffatto dall’orrore, scappa e torna nel mondo dei vivi. Per purificarsi da quella visione insostenibile, si lava gli occhi e il naso. Ed è esattamente da questo gesto che nascono tre delle divinità più importanti della mitologia giapponese, e tre delle abilità più iconiche del Mangekyo Sharingan.

Amaterasu, Tsukuyomi e Susanoo: quando la mitologia diventa jutsu

Dall’occhio sinistro di Izanagi nasce Amaterasu, la dea del sole. Dall’occhio destro emerge Tsukuyomi, il dio della luna. Dal naso nasce Susanoo, il dio delle tempeste. Tre fratelli, tre poteri cosmici. Kishimoto non si è limitato a prendere in prestito i nomi: ha costruito le meccaniche delle abilità rispecchiando fedelmente la natura mitologica di ogni divinità. Tsukuyomi, associato ai cicli lunari e alla percezione del tempo, nell’anime si manifesta come un genjutsu che intrappola la vittima in una dimensione temporale distorta, dove pochi secondi diventano giorni interi. Amaterasu diventa le celebri fiamme nere inestinguibili, incarnazione perfetta di un fuoco solare che non si spegne. E poi c’è Susanoo, che nella mitologia sconfigge Yamata no Orochi, il grande serpente a otto teste. Il fatto che nell’anime Susanoo sia la rovina di Orochimaru, il villain serpentesco per eccellenza, non è una coincidenza. È letteratura.

Quale abilità del Mangekyo Sharingan nasconde la mitologia più profonda?
Amaterasu fuoco eterno del sole
Tsukuyomi prigione nel tempo
Susanoo l'uccisore di serpenti
Izanagi che riscrive la morte
Izanami il loop dell'accettazione

Izanagi e Izanami: i poteri proibiti dello Sharingan e il loro significato nascosto

Il livello di profondità tocca il suo apice con le abilità Izanagi e Izanami, entrambe appartenenti al clan Uchiha e considerate tra i poteri più proibiti dell’intero universo di Naruto. Entrambe, dopo l’utilizzo, causano la perdita permanente della vista in quell’occhio. Non è un dettaglio casuale: è una citazione diretta al mito originale. Izanagi, nell’anime, permette di riscrivere la realtà, annullando morte e sconfitta — esattamente come il dio cercò di fare scendendo negli inferi per modificare un destino già scritto. Izanami, invece, crea un loop infinito dal quale si può uscire solo accettando la realtà per quella che è. Un parallelo perfetto con la dea che nel mito era consapevole della propria fine e vi si era rassegnata, mentre Izanagi non riusciva ad accettare la verità. Due facce dello stesso dramma mitologico, tradotte in meccaniche di combattimento.

Perché la lore di Naruto funziona ancora oggi: 250 milioni di copie non mentono

Con oltre 250 milioni di copie vendute in tutto il mondo secondo i dati ufficiali di Shueisha, Naruto è uno dei manga più distribuiti di sempre. Una delle ragioni per cui questo universo ha attecchito così profondamente nell’immaginario collettivo è proprio la sua capacità di intrecciare azione spettacolare con radici culturali autentiche. Le connessioni con il Kojiki non sono ornamentali: strutturano il sistema di poteri, i personaggi e i loro archi narrativi in modo coerente e stratificato.

  • Amaterasu — dea del sole → fiamme nere inestinguibili
  • Tsukuyomi — dio della luna → genjutsu dei loop temporali
  • Susanoo — dio delle tempeste → armatura divina che sconfigge i serpenti
  • Izanagi — discesa agli inferi → riscrittura della realtà
  • Izanami — accettazione della morte → loop dell’inevitabile

La prossima volta che guarderai una scena con il Mangekyo Sharingan attivato, sappi che stai assistendo a qualcosa di molto più grande di un normale scontro tra ninja. Stai guardando millenni di mitologia giapponese rielaborati in forma di manga. E questo, oggettivamente, è qualcosa di straordinario.

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