One Piece è un manifesto politico da 25 anni e quasi nessuno se n’è accorto

One Piece è molto più di un manga di pirati. Quello che Eiichiro Oda ha costruito in oltre venticinque anni di serializzazione è un’opera densa di simboli, critiche sociali e messaggi politici che la maggior parte dei lettori assorbe senza nemmeno rendersene conto. Eppure sono lì, in bella vista, pagina dopo pagina. E una volta che li vedi, non riesci a smettere di notarli.

La bandiera di Che Guevara nello studio di Oda dice già tutto

Il punto di partenza è un dettaglio biografico che molti fan conoscono ma pochi approfondiscono: nello studio in cui Oda lavora ogni giorno campeggia una bandiera di Che Guevara. Ernesto “Che” Guevara è stato uno dei rivoluzionari marxisti più iconici del Novecento, simbolo universale della lotta contro l’oppressione e i sistemi di potere corrotti. Non è un poster decorativo messo a caso — è una dichiarazione d’intenti. E l’intera struttura narrativa di One Piece lo conferma: al centro c’è sempre un gruppo di esclusi che si unisce per sfidare il potere costituito, che sia il Governo Mondiale, un dittatore locale o un sistema economico marcio fino alle radici.

I villain di One Piece sono specchi deformanti dei regimi autoritari reali

Personaggi come Crocodile e Donquijote Doflamingo non sono semplicemente i cattivi di turno. Sono rappresentazioni precise di come funzionano i sistemi di potere autoritari: strutture di controllo verticali, traffici illeciti coperti da una facciata di legalità, popolazioni oppresse da chi si presenta come salvatore. Oda non li costruisce come villain bidimensionali, li costruisce come sistemi interi, e quella è una scelta politica precisa.

L’esempio più esplicito di tutti, però, è la saga di Wano. Orochi devasta il territorio con le sue fabbriche, inquina le acque, avvelena la natura e sfrutta il popolo fino allo stremo. È una critica all’industrializzazione selvaggia e alla distruzione ambientale che difficilmente potrebbe essere più attuale. Oda non sta raccontando un fantasy esotico — sta descrivendo dinamiche del mondo reale con un filtro narrativo fatto di pirati e Frutti del Diavolo.

Franky funziona a cola: il commento sarcastico al consumismo americano

Tra i dettagli più sottili e geniali dell’opera c’è la scelta di far funzionare Franky, il cyborg della ciurma di Cappello di Paglia, a cola. Proprio quella bevanda diventata uno dei simboli più riconoscibili del capitalismo globale e della cultura consumistica americana. Quando Franky viene introdotto, c’è una scena in cui dal frigo escono acqua, succhi di frutta e bevande naturali — tutte scartate. Solo la cola lo fa funzionare. Il messaggio è ironico ma tagliente: la cola è roba da macchine, non da esseri umani. È un commento sulla dipendenza che il sistema consumistico ha costruito intorno a certi prodotti, detto con leggerezza ma senza ambiguità.

Secondo te Oda ha costruito One Piece come manifesto politico consapevole?
Sì ogni dettaglio è calcolato
In parte ma prevale l'avventura
No è solo un manga di pirati

One Piece e l’inclusività: Mr. 2 Bon Clay e Ivankov non sono macchiette

One Piece è anche uno dei manga più apertamente pro-inclusività mai pubblicati. Personaggi come Mr. 2 Bon Clay e Emporio Ivankov hanno una profondità e un rispetto narrativo che molte produzioni mainstream faticano ancora a raggiungere. Non sono inseriti per fare colore — hanno un ruolo cruciale nella storia e un cuore enorme. Ivankov in particolare è una figura apertamente queer e leader rivoluzionario che guida la resistenza interna alla prigione più terribile del mondo. Se non è un messaggio politico deliberato, è difficile capire cosa lo sia.

One Piece è un manifesto politico travestito da avventura per ragazzi

Definire Oda semplicemente “comunista” sarebbe riduttivo e probabilmente inesatto. Ma affermare che One Piece è permeato di valori progressisti — critica al potere, difesa degli ultimi, ecologismo, inclusività, anticapitalismo — non è un’interpretazione: è una descrizione di ciò che sta sulla pagina. La cosa straordinaria è che Oda è riuscito a veicolare tutto questo attraverso una storia di sogni, amicizia e battaglie epiche, raggiungendo centinaia di milioni di lettori in tutto il mondo. One Piece non è solo il manga più venduto della storia — è anche uno dei più politicamente coraggiosi. E forse è proprio per questo che continua a toccare qualcosa di autentico in chiunque lo legga.

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