Diciamocelo chiaramente: nella comunità degli appassionati di anime, guardare una serie doppiata è quasi un’eresia. Il purista medio ti guarderebbe storto solo per averci pensato. Eppure esistono almeno tre anime che in italiano non solo reggono il confronto con il doppiaggio originale giapponese, ma lo superano addirittura. Niente panico, niente pianti: lascia perdere i sottotitoli per un secondo e continua a leggere.
Il doppiaggio italiano degli anime: una storia travagliata con qualche eccezione
Inutile negarlo: il doppiaggio italiano degli anime ha una storia travagliata. Ci sono lavori talmente imbarazzanti da far venire voglia di spegnere tutto e cambiare hobby. Adattamenti approssimativi, voci fuori posto, toni completamente sbagliati rispetto al personaggio originale. Il doppiaggio giapponese, con i suoi voice actor professionisti specializzati nel genere, resta spesso il punto di riferimento assoluto per i fan più esigenti. Ma non sempre le cose stanno così. Ci sono casi in cui il doppiaggio italiano ha centrato il bersaglio in maniera quasi inspiegabile, regalando un’esperienza di visione più fluida, più coinvolgente e persino più adatta al tipo di storia raccontata.
Dragon Ball: il padre degli anime in Italia merita rispetto
Dragon Ball non ha bisogno di presentazioni. Nata dalla penna di Akira Toriyama nel 1984 come manga su Weekly Shōnen Jump, la serie è diventata uno dei franchise più iconici e redditizi della storia dell’animazione mondiale. In Italia è stato il primo contatto di intere generazioni con il mondo degli anime, trasmesso in televisione a partire dagli anni ’90. E proprio qui sta la chiave: siamo cresciuti con quelle voci. Le abbiamo interiorizzate. Goku che urla in italiano durante una trasformazione è semplicemente Goku, punto. Dragon Ball non è famoso per dialoghi particolarmente complessi — è tutto combattimenti, amicizia e spirito guerriero — e il doppiaggio italiano riesce a trasmettere perfettamente quell’energia, guadagnandosi una menzione speciale come vero e proprio padre fondatore degli anime doppiati in italiano.
Code Geass: quando seguire i dialoghi complessi in italiano diventa un vantaggio
Code Geass: Lelouch of the Rebellion è un anime del 2006 prodotto da Sunrise, considerato uno dei capolavori del genere mecha-politico. La serie è famosa per la sua trama intricatissima, piena di colpi di scena, strategie militari e monologhi filosofici che richiedono la massima attenzione. Ed è proprio questa la ragione per cui il doppiaggio italiano diventa in questo caso una scelta quasi strategicamente superiore: seguire dialoghi densi leggendo i sottotitoli costringe a dividere l’attenzione tra il testo e le immagini, rischiando di perdersi dettagli visivi fondamentali. Ascoltarli in italiano, con un doppiaggio globalmente solido e senza voci stonanti evidenti, permette di immergersi completamente nella storia senza sacrificare nulla. Gli anime più datati si adattano storicamente meglio al doppiaggio tradizionale italiano, e Code Geass ne è la prova vivente.
Death Note doppiato in italiano: il miglior punto di ingresso per i nuovi fan
Eccoci al re indiscusso. Death Note, il thriller psicologico scritto da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata, pubblicato su Weekly Shōnen Jump tra il 2003 e il 2006, è probabilmente l’anime più consigliato ai neofiti di sempre — e in italiano raggiunge vette che pochissimi altri titoli possono vantare. Il doppiaggio è semplicemente perfetto: i personaggi mantengono tutta la loro profondità, il ritmo serrato dei dialoghi tra Light e L non perde un colpo, e l’atmosfera cupa e cerebrale della serie rimane intatta al cento per cento. Tanto che moltissimi appassionati, anche quelli che normalmente giurano sui sottotitoli, confessano di aver fatto i loro rewatch in italiano, godendosi ogni dettaglio dell’animazione senza lo sforzo visivo dei testi a schermo. C’è poi un aspetto pratico importante: Death Note in italiano è il biglietto da visita perfetto per chi vuole avvicinarsi agli anime ma è allergico ai sottotitoli. Non è il classico shōnen pieno di urla e power-up infiniti. È una storia adulta, intelligente, avvincente. Fallo vedere a un amico scettico in italiano e, fidati, nel giro di poco starà già cercando da solo la prossima serie da guardare.
Tre anime in cui il doppiaggio italiano vale davvero la pena
- Dragon Ball — nostalgia e identità culturale imbattibili per intere generazioni cresciute con quelle voci
- Code Geass — dialoghi complessi resi accessibili senza perdere un grammo di profondità narrativa
- Death Note — doppiaggio talmente riuscito da essere il miglior biglietto da visita per i nuovi appassionati
Certo, restano casi in cui il doppiaggio italiano fa soffrire — Tokyo Ghoul e certi personaggi di Kiseiju ne sono esempi lampanti. Ma fare di tutta l’erba un fascio è un errore. Esistono lavori di qualità anche nel panorama del doppiaggio nostrano, e ignorarli per puro snobismo significa privarsi di esperienze di visione genuinamente belle. Quindi la prossima volta che qualcuno ti guarda male perché stai guardando un anime doppiato, ricordagli che esistono eccezioni meravigliose. E magari fagli vedere Death Note in italiano: poi ne riparliamo.
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